L’Altra, la webserie interattiva di Milanesi compie 10 anni

da | Dic 23, 2020 | Web serie, Web Series News, Webserie

Era il 23 dicembre 2010 quando Martina Dego rimaneva chiusa nella biblioteca della sua scuola. Era il 2010 quando veniva postato su Facebook “L’Altra”, la prima webserie interattiva pensata per essere fruita e vissuta tramite il social di Zuckerberg. In dieci anni sia Facebook che le webserie sono cambiate davvero tanto e continuano a farlo; di sperimentazioni ne sono state fatte a bizzeffe e l’interazione non è più una novità. Ma dieci anni fa, in pochi si erano cimentati nell’abbattimento della quarta parete con il formato web seriale, sfruttando l’interazione intrinseca in Facebook e nella possibilità di creare una community attorno a un personaggio, rendendolo “vivo”. Tra questi pionieri possiamo vantare il nostrano Riccardo Milanesi, mente dietro al progetto L’Altra.

L’ALTRA, LA WEBSERIE INTERATTIVA COMPIE 10 ANNI

10 anni fa ci stavamo preparando alle feste natalizie con la gioia e l’affaccendamento tipico di questo periodo, ben lontani dall’immaginare che 10 anni più tardi saremmo stati nel bel mezzo di una pandemia e bloccati da un lockdown mondiale che ci ha reclusi tra le mura domestiche. Però, 10 anni fa, c’era già qualcuno che era spaventato e recluso durante le feste di Natale; era Martina Dego, personaggio frutto dell’immaginazione creativa di Riccardo Milanesi. Il 23 dicembre 2010 veniva infatti messa online L’Altra, la prima webserie interattiva pensata per essere fruita esclusivamente via Facebook.

Un Facebook molto diverso da come lo conosciamo oggi, ma che già presentava in maniera solida quelle caratteristiche di dialogo, comunità e interattività che lo hanno sempre contraddistinto. E con questo progetto, Riccardo aveva voluto proprio sperimentare i linguaggi e le modalità di interazione offerte da Facebook, strumento con cui gli utenti dovevano aiutare Martina, plasmando quindi la storia. L’Altra è forse un caso davvero specifico di sperimentazione narrativa con il linguaggio webseriale. Pensate per esempio che alcuni video pubblicati su quella pagina Facebook erano stati girati praticamente in tempo reale e facevano riferimento ad alcune conversazioni avute con gli utenti nei commenti e in chat. Una cosa sicuramente impensabile per la narrazione attraverso mezzi come quello televisivo!

Se è una serie creata esclusivamente per il web e sfrutta i meccanismi di piattaforme, app ecc., allora il linguaggio può e deve essere molto diverso rispetto alle serie televisive. (Riccardo Milanesi, Fare Webserie)

L’ALTRA, UNA STORIA WEBSERIALE RACCONTATA E VISSUTA TRAMITE FACEBOOK

Ma cosa succedeva quindi quel 23 dicembre 2010? La liceale Martina Dego, rimaneva inspiegabilmente intrappolata nella biblioteca della scuola all’inizio delle vacanze di Natale. Tutto quello che aveva a disposizione per comunicare con l’esterno era il computer della scuola, dotato di webcam. Non riuscendo a contattare né familiari né amici, iniziava quindi a pubblicare video e post sulla propria pagina Facebook, raccontando cosa stava accadendo.

l'altra, webserie interattiva facebook

All’esterno però, mentre Martina era intrappolata, un’altra ragazza identica a lei – il suo doppio malvagio – aveva preso il suo posto, come mostrato dai video condivisi dagli amici della stessa Martina sul suo profilo Facebook. Ed è così che ha avuto così inizio il misterioso thriller che, per gli ultimi dieci giorni dell’anno 2010, ha coinvolto gli spettatori oltre ogni attesa. In quei dieci giorni di fine dicembre, il pubblico aveva infatti commentato attivamente tutto ciò che Martina pubblicava, consigliandole cosa fare e cercando di rassicurarla e aiutarla.

Nei commenti gli utenti davano consigli a Martina per aiutarla ad uscire dalla biblioteca.

Quando ancora la maggior parte delle persone non sapevano cosa fosse una webserie, L’Altra riscuoteva con successo una partecipazione attiva ed entusiasta, che ha comportato anche dei cambiamenti della struttura narrativa non indifferenti e in corso d’opera, portando l’interazione tra spettatore e contenuto a un nuovo livello.

UNA WEBSERIE INTERATTIVA SUI SOCIAL: COM’È STATO USATO FACEBOOK NELLA NARRAZIONE

Per com’era stata pensata, L’Altra non sarebbe potuta essere distribuita su una piattaforma diversa da Facebook. «Per L’Altra ho scelto Facebook perché era lo strumento più logico con il quale Martina avrebbe potuto comunicare con l’esterno», mi aveva raccontato Riccardo Milanesi nell’intervista per il libro “Fare Webserie”, pubblicato 5 anni dopo l’uscita di L’Altra. «Con YouTube forse avrei avuto più audience, ma la serie non era costituita solo da video, ma anche da post e disegni con cui Martina interagiva con gli utenti, e Facebook era la piattaforma ideale».

Facebook non era quindi stato usato per dare delle scelte allo spettatore, non era stato utilizzato per dare un’interazione con il contenuto narrativo, ma per rendere lo spettatore partecipe in maniera attiva alla costruzione della storia, di cui era stato scritto solo un canovaccio. Lo spettatore poteva, tramite i commenti e la chat di Facebook, parlare direttamente con Martina, plasmando così in maniera imprevedibile la narrazione. Pare ci sia stato anche qualche utente che non aveva capito che si trattava di un esperimento narrativo e aveva provveduto a contattare le forze dell’ordine… Ma per sperimentare si rischia questo ed altro, giusto?

CHI È RICCARDO MILANESI?

E Riccardo Milanesi ha sperimentato parecchio e abbiamo imparato a conoscerlo proprio per i suo esperimenti. Si occupa da molti anni di digital e transmedia storytelling, è insegnante alla rinomata Scuola Holden di Torino, è stato autore per Magnolia, ha realizzato Aequilibrium, il primo alternate reality game dedicato alla promozione culturale del territorio e, a noi web series addicted, è noto per essere prima ideatore e regista di “L’Altra”, e poi per averci regalato l’emozione di “Excape Martina”, la prima Facebook Live Experience vissuta il 1 ottobre 2016 in diretta, live, sullo schermo della Sala 2 del MAXXI di Roma e attraverso l’uso di Facebook sui nostri smartphone durante la proiezione in sala.

Non dimentichiamo poi gli altri due progetti webseriali, che hanno giocato ancora con i margini dell’interazione e dello storytelling transmediale: sempre nel periodo natalizio, ma nel 2015 (5 anni dopo L’Altra), Riccardo ci ha regalato Canto di Natale – la smart series: il remake digitale del classico di Dickens, mostrandoci uno Scrooge poco più che ventenne contraddistinto dall’odio per il Natale, ma che ne affronta gli spiriti attraverso smartphone e social.

Infine, nel 2018 è stata la volta di Overlord, l’alternate reality game, progetto di interactive storytelling per promuovere l’arrivo nelle sale del film Overlord di Julius Avery. Si trattava di una serie di 6 video da 3 minuti l’uno, ambientati in un laboratorio nazista. Laboratorio in cui era intrappolato un Claudio Di Biagio un po’ spaventato, che come chiedeva aiuto agli utenti per scappare. E gli spettatori dovevano scrivere nei commenti le soluzioni agli enigmi, per “aiutare il povero Di Biagio a fuggire da quel laboratorio, dal quel 20 ottobre 1943, da quell’esperimento e da quella situazione surreale“.

Insomma, di contenuti pieni di sperimentazione narrativa, Riccardo ce ne ha dati parecchi in questi anni. In attesa di vedere altri esperimenti di storytelling transmediale, facciamo un tuffo nel 2010 e festeggiamo i 10 anni di L’Altra immergendoci in quella pagina Facebook che è stata il teatro interattivo di questo progetto. Sì, dopo 10 anni non si ha più la possibilità di interagire con Martina, ma si possono comunque (ri)vedere quei tasselli peculiari di una narrazione interattiva sui social e che hanno plasmato in modo unico la storia di Martina Dego, rendendo L’Altra un esperimento che ha fatto scuola.

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