A Yellow – La webserie poliziesca napoletana di Roberto Colasante

by | Jan 25, 2017 | Uncategorized

Mercoledì, 25 gennaio 2017

La serialità digitale italiana spesso riflette una delle caratteristiche principali proprie del Bel Paese: il sapersi arrangiare e fare bene con poco. Ce ne offre un ulteriore esempio la webserie napoletana A Yellow, di Roberto Colasante.

Gabriele Aiello (A-iello=A-Yellow, forte no?) è un poliziotto giunto a Napoli da Roma e non ben visto all’interno del commissariato. Viene ritenuto poco più di un timbra-carte e per questo motivo, mentre tutti quanti si concentrano sull’omicidio di un Ministro in visita nella città, a lui viene affidato l’apparente suicidio di una studentessa fuori sede. Che sia questa l’indagine giusta per la sua rivalsa?

A Yellow nasce da un’idea di Mariano Torricelli, che ne è anche attore protagonista, ed è prodotta da Cine Nerd, Agama Photography e con l’appoggio della Film Commission Campania. Diretta da Roberto Colasante, sta per arrivare al suo gran finale: dal 07 dicembre, infatti, la serie è settimanalmente pubblicata sul relativo canale YouTube e in totale è composta da 11 episodi di durata variabile, tra i 10-15 minuti. Nel numeroso cast spicca il nome di Lucio Allocca (Un Posto al Sole, La Passione di Cristo, Morte di un Matematico Napoletano).
L’intera webserie ha però quel tipico difetto che hanno molte delle produzioni webseriali italiane; l’amatorialità del progetto (per budget o mezzi tecnici) viene spesso a galla e impedisce la riuscita al 100% della storia, perdendo la presa sullo spettatore, che indulge nella caccia alle cose che non vanno. C’è un ma, ovviamente… MA A Yellow ha qualcosa che la rende interessante ed è il suo genere di riferimento, evidentissimo già dal titolo e dalle grafiche: il Giallo

La storia della letteratura gialla risale alla metà del XIX secolo, quando iniziarono a fiorire le storie poliziesche e legate a vicende criminali. Fun fact: il termine “giallo” (che ora è internazionale per definire il genere) lo si deve all’Italia, perché fu proprio Arnoldo Mondadori, nel 1929, a iniziare a stampare una nuova collana di romanzi e storie di questo genere con una copertina gialla. Il primo giallo Mondadori fu scritto da S. S. Van Dine, anche autore del libro “Venti regole per scrivere romanzi polizieschi“. E proprio qui ci si può ricollegare con la nostra A Yellow.

I paletti del genere, infatti, rendono la webserie di Colasante un buon esercizio di stile: c’è un delitto, un’indagine e (si presume) una risoluzione. La prima regola di Van Dine recita “il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto per risolvere il mistero” e così appare evidente già dalla prima puntata, dal primo indizio di Aiello: c’è il rispetto del genere di riferimento e anche quando la narrazione è un po’ lacunosa o forzata, si riesce a tessere la trama e a seguirla.
Il genere giallo è stato poi declinato in mille maniere e la cinematografia italiana è piena delle sue variazioni, tanto che tra generi principi del cinema di casa nostra c’è proprio il Giallo all’Italiana, che ha fatto le fortune di Mario Bava, Dario Argento etc. Questi due autori sono quelli che forse più di altri hanno declinato il genere in senso thriller, horror e pure slasher. Ecco, A Yellow è più “tranquillo” come giallo, più poliziesco, meno tortuoso e anche più comico.

Questa comicità è data dalla napoletanità dell’ambientazione e dalla conseguente veracità dei personaggi che girano attorno al cupo e bistrattato Gabriele Aiello. Il ruolo di spalla (comica) è affidato al fratello, ma anche il barista amico d’infanzia offre attimi di divertimento in pura salsa napoletana. Non mancano le bellezze, quella candida e innocente della vittima e quella più carnosa e misteriosa della femme fatale (icona del genere noir). La città di Napoli, inoltre, si presta bene ad essere protagonista del poliziesco e questo ce lo insegna la storia del cinema: Napoli violenta, Napoli spara! e Napoli… serenata calibro 9, sono solo alcuni dei titoli di film polizieschi ambientati in una città che, al di là dei luoghi comuni che nulla hanno a che fare con il motivo per cui si presta bene a questo genere, offre scorci e ambientazioni ideali per un giallo che sia anche trasversale: dall’appartamento di una studentessa fuori sede fino alle stanze da letto di un Ministro.

A Yellow, quindi, non sarà perfetta e saprà un po’ di amatoriale in certi punti, ma è costruita su una base, un genere, che offre sempre spunti di interesse per via delle sue infinite declinazioni possibili. In attesa dei tre episodi finali, vi invitiamo a vederla sul canale YouTube e a visitare la loro Pagina Facebook ufficiale.


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