Ritals, uno sguardo dalla Francia agli stereotipi italiani

by | Feb 19, 2016 | Uncategorized

Venerdì, 18 Febbraio 2016

Lasciare l’Italia è sempre difficile. Sopratutto poi se è per andare in Francia, dagli amati/odiati cugini transalpini. Su questa antipatia si scherza sempre, ma c’è poco da fare: è vera, vivissima, e lo sappiamo tutti. Italiani e francesi si mal sopportano, è un luogo comune.

Ma si sa, dietro ogni luogo comune c’è un fondo di verità (e questo è curiosamente un altro luogo comune). Così come è vero, e vi sfido a negarlo, che noi Italiani all’estero ci facciamo sempre riconoscere ovunque andiamo. Anche se tentiamo in tutti i modi di non farci notare, fosse solo per non confermare lo stereotipo più che per una vera volontà di essere invisibili.
La webserie Ritals è partita, nel giugno 2015, esattamente da queste basi. Due italiani, Svevo e Federico, emigrati in Francia, alle prese con una strabordante italianità che, per quanto venga ricacciata da uno dei due sul fondo del proprio essere, emerge prepotente a ricordarci la nostra natura. O la nostra unicità nazionale, dipende dai punti di vista.

Dopo aver fatto il botto con il primo episodio, che tratta uno dei temi cardine dell’antipatia Italia-Francia, ovvero l’assenza del bidet (anche se è una caratteristica più inglese che francese) e dopo aver concluso con successo una campagna di crowdfunding su KissKissBankBank dopo i primi cinque episodi, le avventure di Svevo e Federico, continuano tutt’oggi e vi consigliamo vivamente di recuperarle (sul canale Youtube o sulla Pagina Facebook ufficiale), nel caso non le conosciate già, perché sono davvero uno spasso.

E il fatto che a sostenerla ci sia anche un nutrito gruppo di pubblico francese (la webserie è anche sottotitolata per loro) non è un caso, perché la reiterazione dello stereotipo dell’italiano che cerca di essere diverso senza riuscirci, fa ridere. E in questo caso, fa ridere molto. Prima di tutto perché il prodotto, scritto, diretto e montato dallo stesso Svevo Moltrasio, è fatto bene (anche se alla lunga può risultare un po’ ripetitivo). 


Ma, sopratutto, la webserie funziona perché è vera, non giriamoci attorno. Noi italiani siamo fatti così: ci ostiniamo a volere i programmi TV di qualità, ma la domenica ci guardiamo le risse sportive; critichiamo i modi di fare degli altri senza renderci conto di quanto siano curiosi (e spesso rumorosi) i nostri; spesso ci perdiamo in discorsi inconcludenti, senza capire neanche noi dove stiamo andando a parare. E potremmo stare qui a discuterne per ore.

Chiaramente il ritratto di Ritals dell’italiano non è dei migliori. E difatti lo stesso titolo della webserie è un termine dispregiativo, utilizzato in Francia fin dall’Ottocento per indicare gli immigrati italiani e derivato dall’abbreviazione “R. Ital”, ovvero réfugié italien. Un ritratto che farà sicuramente ridere i francesi, ma anche gli Italiani.

Perché, tra le tante cose in cui siamo maestri, c’è anche quella di ridere di noi stessi, come dimostra lo stesso Ritals

Possiamo dire lo stesso dei cugini transalpini?


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